Giudici di Pace: sciopero dal 6 all’11 giugno contro la recente riforma della magistratura onoraria

L’Unione Nazionale Giudici di Pace e l’Associazione Nazionale Giudici di Pace con comunicato del 24/05/2016 hanno proclamato lo sciopero della categoria dal 6 all’ 11 giugno 2016. Nel documento reso noto agli organi di stampa gli organismi rappresentativi della categoria esprimono “il grave disagio della categoria per essere costretta, dinanzi al comportamento lesivo ed omissivo del Ministro della Giustizia e del Governo, a ricorrere a reiterate e prolungate astensioni per rivendicare l’adeguamento della condizione dei giudici di pace ad elementari e fondamentali principi di diritto costituzionale, comunitario ed internazionale, preordinati a garantire l’indipendenza, imparzialità e professionalità dei giudici e finalizzati ad assicurare ai cittadini l’effettività della tutela giurisdizionale dei loro inviolabili diritti”. Sotto accusa è la recentissima legge 28 aprile 2016, n. 57 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 99, di “delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria ed altre disposizioni sui giudici di pace”: le suddette organizzazioni ritengono tale legge altamente lesiva dei diritti dei giudici di pace e dei principi di indipendenza del giudice e di autonomia degli uffici; in particolare: a) con una disposizione manifestamente lesiva del principio comunitario di non discriminazione è stato previsto che tutti i futuri oneri contributivi ricadano sui magistrati onorari; b) con una disposizione immediatamente precettiva (articolo 5 della legge) è stato conferito ai presidenti di Tribunale il coordinamento degli uffici del Giudice di Pace, in aperta lesione dei principi costituzionali di autonomia degli uffici e di indipendenza del giudice; c) con una disposizione incostituzionale è previsto il potere dei magistrati professionali di impartire direttive ai magistrati onorari nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali, in aperta violazione dell’articolo 101 Costituzione; d) è previsto inoltre il licenziamento in tronco, “mascherato sotto l’eufemismo della dispensa d’ufficio”, dei magistrati onorari che per cause di forza maggiore (gravidanza, grave malattia) dovranno assentarsi dall’ufficio per 6 mesi. Fonte: AvvocatoAndreani.it Risorse Legali – Articolo originale: Giudici di Pace: sciopero dal 6 all’11 giugno contro la recente riforma della magistratura onoraria. Foto: http://www.sinistraecologialiberta.it/notizie/riforma-magistratura-onoraria-e-dei-giudici-di-pace-de-cristofaro-non-si-tutela-magistratura-ordinaria/

È reato usare il collare elettrico per addestrare il cane

Cassazione, sentenza n. 21932/2016. Il padrone che usa il collare elettrico per addestrare il proprio cane commette reato. Anche se non si versa, infatti, in tali casi, nell’ipotesi di maltrattamento (ex art. 544-ter c.p.), giacché non si può parlare di “sevizie” o “lesioni” all’animale viene comunque inflitta una sofferenza per via delle scosse. È integrata, quindi, la contravvenzione per abbandono (art. 727, secondo comma, c.p.). Ad affermarlo è la terza sezione penale della Cassazione (con la sentenza n. 21932/2016 qui sotto allegata), pronunciandosi sulla vicenda di un uomo, condannato in appello per il reato di maltrattamento di animali, per aver applicato un collare elettrico ai suoi due cani al fine di addestrarli all’attività venatoria. Il cacciatore ricorreva innanzi a piazza Cavour lamentando erronea applicazione di legge in quanto il reato contestato prevede le lesioni o le sevizie all’animale oltre ad uno “stato di inutile sofferenza”. Gli Ermellini accolgono le sue doglianze e derubricano il reato in contravvenzione, ammettendo che nel collare elettrico “il livello di stimolazione può essere regolato dal telecomando (tensione e durata)”, per cui è escluso, secondo le conclusioni del perito, “qualsiasi rischio per la salute del cane” avendo gli impulsi una durata molto limitata, essendo l’energia trasmessa trascurabile e attraversando “una zona limitata del corpo senza interessare gli organi vitali”. Tuttavia, ciò non toglie che con tali strumenti vengono comunque inflitte “sofferenze gravi e incompatibili con la natura degli animali”. Per cui, i giudici invitano espressamente ad utilizzare altri metodi di addestramento “più consoni alla natura etologica dell’animale” e confermano la contravvenzione, dalla quale in ogni caso l’uomo si salva per l’intervenuta prescrizione. Fonte: È reato usare il collare elettrico per addestrare il cane (www.StudioCataldi.it) Foto: http://www.telenovaragusa.it/wp-content/uploads/2015/10/Collare-elettrico-cane.jpeg