Attenzione: è iniziata la riscossione della quarta rata dei contributi minimi obbligatori per l’anno 2020

17 Settembre 2020


A seguito dell’approvazione Ministeriale del contributo di maternità – che per l’anno 2020 è dovuto da ogni iscritto alla Cassa nella misura di euro 95,39 – dal 16 settembre 2020 sarà disponibile il bollettino M.Av. per il pagamento della quarta rata, a saldo, dei contributi minimi obbligatori e del contributo di maternità dovuto per il corrente anno; pagamento da effettuare entro il 31 dicembre 2020.

Il bollettino M.Av. dovrà essere prodotto e stampato accedendo alla sezione “Accessi Riservati” del sito internet della Cassa (www.cassaforense.it ) mediante le proprie credenziali, codice meccanografico e codice PIN.

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Agenzia delle Entrate. Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità (agosto 2020)

9 Settembre 2020


L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova edizione della Guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità, aggiornata ad agosto 2020, di cui si riporta il link, per un maggiore approfondimento.

Tra le recenti novità l’attenzione cade:

  1. sull’Iva agevolata al 4 per cento, anche per l’acquisto di auto ibride ed elettriche (art. 53-bis del Decreto legge n. 124 del 26 ottobre 2019);
  2. sulla detrazione Irpef del 19 per cento fino al limite di spesa di euro 1.000 euro – direttamente da parte del contribuente non vedente – per il mantenimento del proprio cane guida (art. 1, comma 27, legge n. 145/2018).
  3. sull’aumento del limite di reddito personale a 4.000 euro lordi annuali affinché un figlio disabile di età non superiore a 24 anni possa essere considerato “fiscalmente a carico” ai fini fiscali.
    Per la generalità dei familiari, a prescindere dalla disabilità, il limite di reddito personale per essere “fiscalmente a carico” resta a 2.840,51 euro lordi annuali.
    Va tenuto a mente che per il raggiungimento di questo limite non va tenuto conto dei c.d. “redditi esenti“, come, per esempio, le pensioni sociali, le indennità (comprese quelle di accompagnamento), le pensioni e gli assegni erogati ai ciechi civili, ai sordi e agli invalidi civili.
    Al fine di evitare fraintendimenti e richiamare le categorie di soggetti beneficiarie delle agevolazioni in commento, giova rammentare che:
    • i soggetti con disabilità visiva destinatari di tali agevolazioni sono coloro che rientrano nella condizione medico-legale di cieco assoluto, cieco parziale e ipovedente grave (artt. 2, 3 e 4, legge n. 138/2001).
    Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate, Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, con circolare n. 72 del 30 luglio 2001, nei termini che seguono: “Acquisito – nel merito – il determinante parere tecnico della Direzione Generale della Prevenzione del Ministero della Sanità, si ritiene che, per l’esatta individuazione della portata della norma, si debba far riferimento all’articolo 1, comma 2, della legge 12 marzo 1999, n. 68, recante “norme per il diritto al lavoro dei disabili”. La citata norma individua i non vedenti con i soggetti che sono colpiti da cecità assoluta o che hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi agli occhi con eventuale correzione. Nella categoria di disabili così individuata devono quindi comprendersi i soggetti indicati agli artt. 2, 3 e 4 della legge 3 aprile 2001, n. 138, recante “classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici”. I citati articoli individuano esattamente le varie categorie di non vedenti fornendo la definizione di ciechi totali (articolo 2), di ciechi parziali (articolo 3) e di ipovedenti gravi (articolo 4). (…). Per ciechi parziali si intendono “coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione, e coloro che hanno un residuo perimetrico binoculare inferiore al 10 per cento (…)”.
    • Per i non vedenti, l’assenza dello stato di gravità ex legge n. 104/1992, art. 3, comma 3, non è condizione preclusiva alla fruizione delle agevolazioni per disabili, a cui si ha diritto sulla base del verbale di riconoscimento della cecità civile e dell’ipovedenza grave nei verbali d’invalidità civile (“(…) si ritiene valida la certificazione della competente commissione ASL dalla quale risulti lo status di cieco totale, cieco parziale o ipovedente grave del richiedente, rispettivamente ai sensi degli articoli 2, 3, e 4 della legge 3 aprile 2001, n. 138”, come meglio dettagliato nei punti a seguire).
    • I verbali redatti dalle Commissioni INPS devono riportare, per i non vedenti, gli estremi di legge, così come semplificati dall’art. 4 del decreto legge n. 5 del 09/02/2012, convertito, con modificazioni, con legge n. 35 del 04/04/2012 (“É invalido con capacità di deambulazione ridotta (art. 381 del DPR 495/1992)” per il contrassegno disabili e “É soggetto non vedente ai fini delle agevolazioni fiscali previste dall’art. 50 della Legge 342/2000 e art. 6 della Legge 488/1999”) per le agevolazioni fiscali.
    • Per i vecchi verbali delle Commissioni ASL (o, ancora prima, delle Prefetture), tutt’ora validi ai sensi e per gli effetti di legge, l’Agenzia delle Entrate, Direzione Centrale Normativa, Settore Imposte sui Redditi e sulle Attività Produttive, Ufficio Redditi Fondiari e di Lavoro, con parere del 24 luglio 2013, prot. n. AGE.AGEDC001.REGISTRO UFFICIALE. 0090997.25-07-2013-U confermava che è possibile “accedere alle agevolazioni fiscali presentando la certificazione della Commissione ASL di Prima Istanza, dalla quale risulti lo status di cieco totale, cieco parziale o ipovedente grave del richiedente, rispettivamente, ai sensi degli artt. 2, 3 e 4 della legge 3 aprile 2001, n. 138 (cfr. anche circ. n. 72/E del 30/07/2001)”. Quindi, – concludeva l’Ente di riscossione, ricorrendo anche al principio del “buon senso” – “tenuto conto dell’orientamento espresso dai documenti di prassi sopra citati, si deve ritenere corretta la soluzione proposta dall’UICI in base alla quale i soggetti interessati possono accedere alle agevolazioni iva prevista per l’acquisto dei veicoli, presentando la certificazione della commissione asl di prima istanza dalla quale risulti espressamente che il richiedente è riconosciuto cieco totale, cieco parziale o ipovedente grave, rispettivamente ai sensi articoli 2, 3 e 4 della legge 3 aprile 2001, n. 138” .
    Sul punto, al fine di rimuovere ogni incertezza interpretativa, la circolare dell’Agenzia delle Entrate, Divisione Contribuente, del 31 maggio 2019, n. 13/E, alle pagine 61 e 62, riporta testualmente che “per non vedente, ai fini delle agevolazioni fiscali, si intende il cieco totale, il cieco parziale e l’ipovedente grave” e che per i verbali privi dei riferimenti normativi stabiliti dall’art. 4 del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con legge n. 35 del 2012 (“Semplificazione in materia di certificazioni”), “il contribuente, per accedere ai benefici fiscali, dovrà richiedere l’integrazione/rettifica del certificato emesso dalla Commissione medica integrata di cui all’articolo 20, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, salvo che dal certificato medesimo non sia possibile evincere inequivocabilmente la spettanza delle agevolazioni”.
    Differente è la circostanza in cui, invece, il verbale di una persona cieca assoluta, parziale o ipovedente grave riporti l’espresso diniego: “L’interessato non possiede alcun requisito tra quelli di cui all’art. 4 D.L. 9 febbraio 2012 n. 5”. In tal caso, sarà indispensabile che il contribuente non vedente si attivi al fine di promuovere presso il competente CML INPS, anche grazie all’intervento della struttura territoriale dell’UICI, formale istanza di rettifica in autotutela (legge n. 241/1990 e INPS N. 275/2006), dal momento che – diversamente dalla circostanza relativa all’assenza di alcun riferimento normativo – nel caso di diniego da parte della Commissione INPS si palesa una manifesta valutazione medico-legale sulla fattispecie in esame, inevitabilmente foriera di problemi sul piano applicativo.
    • A norma della legge n. 114 del 2014, nel caso in cui sia prevista nel verbale una data di rivedibilità, nelle more della revisione, si conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura. Ciò, quindi, anche dopo la data di scadenza del verbale (cfr., anche, la Circolare INPS n. 10 del 23 gennaio 2015).
    • Per fruire sull’aliquota ridotta per i sussidi tecnici e informatici, il contribuente non vedente è tenuto a consegnare al venditore, prima dell’acquisto e unitamente alla copia del verbale di cecità, specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico oculista in servizio presso struttura pubblica, dalla quale risulti il collegamento funzionale tra la disabilità visiva e il sussidio tecnico e informatico.
    Sul punto, è in corso una proposta emendativa al Decreto Legge “Semplificazioni” n. 76 del 16 luglio 2020, secondo cui i verbali delle commissioni mediche riportano anche l’esistenza dei requisiti sanitari necessari per i sussidi tecnici e informatici volti a favorire l’autonomia e l’autosufficienza delle persone con disabilità. Ciò, dunque, senza che sia più necessaria la contestuale specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista dell’azienda sanitaria locale di appartenenza.

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/233439/Guida_alle_agevolazioni_fiscali_per_le_persone_con_disabilit%C3%A0_24102019.pdf/e2d707df-58cf-2ac5-e1e8-c49829f55f6d

Immagine: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/233439/Guida_alle_agevolazioni_fiscali_per_le_persone_con_disabilit%C3%A0_24102019.pdf/e2d707df-58cf-2ac5-e1e8-c49829f55f6d

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Aumento pensioni di inabilità, chi interesserà.

11 Agosto 2020


Con il Decreto “Agosto” entra in vigore la misura che aumenta le pensioni di inabilità, fino a 648€ al mese per tredici mensilità a queste categorie:

  • Inabili
  • Ciechi assoluti
  • Sordi
  • Invalidi civili totali

Saranno interessati i cittadini dai 18 anni in su.

Non rimane che attendere, quindi, la pubblicazione delle note operative dell’Inps.

Fonte: http://disabilita.governo.it/it/

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Mediazione obbligatoria per liti da lockdown

2 Luglio 2020


Il decreto-legge n. 28/2020, recentemente convertito in legge n. 70/2020 e in vigore dal 30 giugno reca, tra le altre, diverse “disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile”.
In particolare, il provvedimento ha stabilito un nuovo termine per la fine della fase emergenziale negli uffici giudiziari e introdotto anche diversi correttivi alle misure adottate in precedenza. Particolarmente interessanti appaiono anche le novità in materia di mediazione, con l’arrivo dell’obbligatorietà dell’esperimento preventivo per le liti insorte dopo le misure per fronteggiare il COVID-19.

L’emergenza Coronavirus e le misure di contenimento e “lockdown”, infatti, hanno determinato molte conseguenze per quanto riguardi i contratti in essere. Di conseguenza sono sorte innumerevoli questioni in presenza di inadempimenti a tali obbligazioni.Si pensi, ad esempio, alle prenotazioni per biglietti di treni o voli, alle spese anticipate per i viaggi che non si sono potuti svolgere o a quelle sostenute per spettacoli che sono stata annullati, ma anche, ad esempio, ai ritardi nel consegnare le merci o a rispettare i contratti di fornitura e via dicendo.

In un simile scenario è intervenuto il comma 6-bis dell’art. 3 del D.L. 6/2020, disposizione introdotta dal D.L. Cura Italia che ha disciplinato una clausola di esonero da responsabilità contrattuale in presenza della necessità di rispettare le norme di contenimento.

In particolare, tale norma ha previsto che il rispetto delle misure di contenimento sia “sempre valutato ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1218 e 1223 del Codice civile, della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti”.In base a tale disposizione, nel D.L. 28/2020 ha trovato spazio la previsione di un allargamento delle materie per cui il preventivo esperimento del procedimento di mediazione costituisce condizione di procedibilità della domanda.

Per l’effetto, vi sono state fatte rientrare anche le controversie in materia di obbligazioni contrattuali nelle quali il rispetto delle misure di contenimento adottate in relazione all’emergenza sanitaria possa essere valutato ai fini dell’esclusione della responsabilità del debitore per inadempimento o adempimento tardivo della prestazione dovuta.Tale intervento, dunque, ha l’obiettivo di sfruttare l’istituto conciliativo affinché sia possibile trovare una soluzione rapida e condivisa in quelle controversie relative a obbligazioni non onorate a causa delle restrizioni previste per contrastare l’emergenza epidemiologica.

A tali modifiche si accompagnano anche quelle che hanno regolamentato lo svolgimento della mediazione con modalità telematica. L’art. 83, comma 20-bis, del D.L. Cura Italia ha aperto allo svolgimento degli incontri di mediazione in via telematica con il preventivo consenso di tutte le parti coinvolte nel procedimento.In caso di procedura telematica l’avvocato, che sottoscrive con firma digitale, può dichiarare autografa la sottoscrizione del proprio cliente collegato da remoto e apposta in calce al verbale ed all’accordo di conciliazione. Il verbale sarà sottoscritto dal mediatore e dagli avvocati delle parti con firma digitale ai fini dell’esecutività dell’accordo.Il nuovo decreto ha soggiunto che il mediatore, dopo aver apposto la propria sottoscrizione digitale, debba trasmettere l’accordo così formato, tramite posta elettronica certificata, agli avvocati delle parti e all’ufficiale giudiziario.L’ufficiale giudiziario estrarrà dall’allegato del messaggio di posta elettronica ricevuto le copie analogiche necessarie ed eseguirà la notificazione ai sensi degli articoli 137 e s.s. del codice di procedura civile, mediante consegna di copia analogica dell’atto da lui dichiarata conforme all’originale ai sensi del codice dell’amministrazione digitale.

Ancora, con una modifica all’art. 88 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, il D.L. 28/2020 ha previsto una modalità alternativa alla sottoscrizione del verbale redatto all’esito del tentativo di conciliazione andato a buon fine, qualora tale verbale sia stato redatto in formato digitale.In particolare, quando tale verbale è redatto con strumenti informatici, alla sottoscrizione delle parti, del cancelliere e dei difensori tiene luogo apposita dichiarazione del giudice che tali soggetti, resi pienamente edotti del contenuto degli accordi, li hanno accettati. Si prevede che il verbale di conciliazione recante tale dichiarazione abbia valore di titolo esecutivo e gli stessi effetti della conciliazione sottoscritta in udienza”.

Fonte: https://www.studiocataldi.it/articoli/39021-la-giustizia-riparte-con-la-mediazione-obbligatoria-per-liti-da-lockdown.asp

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DPCM del 17 maggio 2020: le norme di rilievo per le persone con disabilità.

25 Maggio 2020


DPCM del 17 maggio 2020

Nel DPCM del 17 maggio 2020, oltre ad altri passaggi significativi, ci sono norme importanti di interesse per le persone con disabilità

Art. 1.

Allo scopo di contrastare e di contenere il diffondersi del COVID-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure

d) è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti;

r) i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità;

s) nelle Università e nelle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, per tutta la durata della sospensione, le attività didattiche o curriculari possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime Università e Istituzioni, avuto particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

In ordine alle attività professionali si raccomanda:

a) sia attuato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;

b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;

c) siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale

Art. 3, comma 2: i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti non sono soggetti all’obbligo di utilizzo nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza.

Art. 9 recante ulteriori disposizioni specifiche per la disabilità – Chiarimenti in merito alla possibilità per le persone con disabilità di derogare alla distanza interpersonale di 1 metro con il proprio accompagnatore: Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista.

Lo stesso articolo prevede che vengano riattivate tutte le strutture sociali e socio-sanitarie, comprese quelle erogate all’interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, secondo piani territoriali, adottati dalle Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.

Foto: https://www.comune.lonigo.vi.it/it/news/copia-di-comunicato-n-141-domenica-17-maggio-2020-o

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Pensionati: trattenute sindacali più in chiaro sulla pensione.

13 Maggio 2020


È pubblicato nella sezione pubblicità legale del sito internet del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il decreto n. 31 del 18 febbraio 2020 che rende operativo l’obbligo, a carico degli enti erogatori di pensioni (in primis l’Inps, ma anche le Casse professionali, …..), di fornire ai percettori «precisa e puntuale informazione» a proposito di trattenute sindacati su trattamenti pensionistici (l’importo di trattenuta da parte del Sindacato, che può arrivare anche ad oltre 4,00 Euro al mese, non può essere trascurabile!). Gli enti che erogano pensioni sono, ora, obbligati a rendere disponibile una comunicazione da cui risultino le seguenti informazioni: la denominazione dell’organizzazione sindacale d’iscrizione; la decorrenza della trattenuta; l’importo della trattenuta (alla data della comunicazione). Per l’Inps, l’adempimento di tale obbligo avviene attraverso due forme di comunicazione: una mensile sul cedolino di pensione; l’altra annuale, sulla CU (certificazione unica), nonché, a decorrere dal 2020, nel decreto di liquidazione pensione (inizio rapporto di quiescenza). Analoga comunicazione deve essere resa disponibile in caso di attivazione o di variazione della trattenuta sindacale sulla pensione vigente, già in godimento.  I pensionati non in possesso del PIN personale potranno assumere questo tipo di informazione circa l’eventuale presenza di una trattenuta sindacale sulla propria pensione, nell’ambito dell’ordinaria attività di informazione svolta dalle sedi territoriali dell’Istituto (anche attraverso l’accesso agli atti)

Fonte: https://www.lavoro.gov.it/notizie/Pagine/Emanato-DM-18feb2020-su-informazione-trattenute-relative-quote-associative-sindacali.aspx

Foto: https://www.pmi.it/economia/lavoro/295845/decorrenza-pensioni-come-funzionano-le-finestre-2019.html?amp

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Covid-19: riduzione del canone di locazione abitativa in cedolare secca. Le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

4 Maggio 2020


Agenzia delle entrate  – Risposte alle domande più frequenti – Il conduttore mi chiede una riduzione del canone di locazione del canone abitativo in cedolare secca, a causa dell’emergenza Coronavirus. Vorrei sapere come comunicare all’Agenzia delle entrate tale modifica del contratto originario, senza recarmi presso un vostro ufficio e quale è il termine per la comunicazione?

Non sussiste l’obbligo di registrazione della riduzione del canone.

Il contribuente può tuttavia scegliere di registrare questa modifica contrattuale per comunicare la riduzione della base imponibile ai fini del calcolo dell’imposta di registro (se dovuta) e delle imposte dirette (irpef o cedolare secca).

Pertanto, non sussistendo l’obbligo di registrazione dell’atto di riduzione del canone lei potrà procedere alla registrazione anche al termine dell’emergenza.

Se però vuole effettuarla ora, può farlo (senza pagamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, in virtù della previsione dell’art. 19, comma 1, del D.L. 12 settembre 2014, n. 133) mediante posta elettronica certificata (PEC) o e-mail; ricordi di indicare i suoi riferimenti per essere contattato.

Alla richiesta di registrazione tramite PEC o e-mail dovrà allegare:

la scansione dell’accordo di riduzione il modello 69 debitamente sottoscritto la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà – resa dal richiedente ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 – avente ad oggetto il possesso dell’originale dell’accordo e della conformità a questo dell’immagine inviata, l’impegno a depositare in ufficio l’atto in originale al termine del periodo emergenziale e la copia del documento di identità del richiedente. Il richiedente deve poi specificare che la registrazione è esente da imposte ai sensi del sopra menzionato art. 19, comma 1.

La richiesta di registrazione va indirizzata all’ufficio presso il quale era stata registrata la locazione oggetto di modifica (ufficio competente). L’ufficio verificherà la correttezza della documentazione ed effettuerà la registrazione, comunicando gli estremi a chi l’ha richiesta (una volta terminato il periodo emergenziale, questi sarà tenuto a depositare l’originale dell’accordo presso lo stesso ufficio).

Ad ogni buon fine, le segnaliamo che l’art.62, comma 1 e 6, del Decreto Legge n.18/2020 dispone la sospensione degli adempimenti tributari in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020, adempimenti che potranno essere effettuati, senza sanzioni, entro il 30 giugno 2020.

Fonte: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/schede/fabbricatiterreni/registrazione-di-un-nuovo-contratto/faq-cittadini

Foto: http://www.unioneinquilini.it/

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DPCM del 26 aprile 2020: cosa cambia con la “fase 2”?

29 Aprile 2020


Il DPCM del 26 aprile 2020, pubblicato su GU n.108 del 27-4-2020, sarà in vigore dal 4 al 17 maggio e sostituisce i precedenti DPCM emanati.

Dal 4 maggio al 18 maggio ci sarà una conferma generalizzata per quanto riguarda le misure di distanziamento e spostamento. Rimarranno le disposizioni sugli spostamenti confermandole solo all’interno delle regioni. Saranno consentite visite ai familiari nel rispetto delle distanze.

  • All’interno delle regioni sono consentiti gli spostamenti così come sono adesso. Tra regioni è consentito solo un trasferimento per esigenze lavorative, per assoluta urgenza o motivi di salute. Sarà consentito il rientro presso il proprio domicilio o residenza.
  • fermo restando quanto previsto dall’art. 87 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, per i datori di lavoro pubblici, la modalita’ di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, puo’ essere applicata dai datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti
  • non e’ consentito svolgere attivita’ ludica o ricreativa all’aperto; e’ consentito svolgere individualmente, ovvero conaccompagnatore per i minori o le persone non completamenteautosufficienti, attivita’ sportiva o attivita’ motoria, purche’ comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attivita’ sportiva e di almeno un metro per ogni altra attivita’;
  • Chi avrà febbre maggiore di 37 gradi e mezzo dovrà restare nel proprio domicilio e avvertire il medico curante.
  • I divieti di assembramenti rimarranno. Il sindaco può anche disporre la temporanea chiusura di specifiche aree di cui non è possibile monitorare gli assembramenti. Sarà consentito l’accesso a giardini e parchi pubblici a patto che siano adottate misure per contingentare gli ingressi.
  • Le scuole resteranno chiuse fino a fine anno scolastico per evitare il rischio elevatissimo di far impennare la curva del contagio soprattutto in questa fase, non possiamo permettercelo, tenendo conto che l’età media dei docenti in Italia è tra le più elevate in Europa. La Ministra Azzolina sta lavorando per far ripartire le scuole a settembre nel miglior modo possibile. Sarà consentito tenere gli esami di stato in presenza e in sicurezza. Sarà riproposto per le famiglie il congedo straordinario e il bonus baby-sitting
  • E’ possibile fare attività motoria o sportiva anche più lontano dalla propria abitazione. Se attività sportiva almeno due metri di distanza, se motoria almeno un metro di distanza. Saranno consentite dal 4 maggio le sessioni di allenamento per gli atleti professionisti e non professionisti riconosciuti dal Coni e dalle altre federazioni sempre nel rispetto delle norme del distanziamento sociale e a porte chiuse.
  • Dal 4 maggio sarà consentita anche attività di ristorazione con asporto: bisognerà rispettare le distanze e il cibo si consumerà a casa o in ufficio, ma non davanti al posto di ristoro.
  • Sulle attività produttive: dal 4 maggio riapre tutta la manifattura, il settore delle costruzioni e del commercio all’ingrosso funzionale alla manifattura e alle costruzioni.
  • Il 24 aprile è stato siglato un protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il messaggio da dare alle aziende è di iniziare a lavorare su questo nuovo protocollo per far sì che siano conformi a questo protocollo di sicurezza. E’ stato siglato anche un protocollo il 20 marzo per la sicurezza sui mezzi di trasporto. Lo scorso 24 aprile è stato poi sottoscritto un protocollo per la sicurezza sui cantieri.
  • Le regioni con le quali la collaborazione dovrà essere ancora più integrata rispetto al passato dovranno quotidianamente informare il governo sulla curva epidemiologica. A tre giorni dall’adozione di questo nuovo DPCM il Ministero della Salute adotterà un provvedimento per definire quali sono le soglie critiche.
  • Per le riaperture:
    il 18 maggio 
    commercio al dettaglio
    musei, mostre e biblioteche ed anche gli allenamenti a squadre in campo sportivo;
  • Il 1 giugno 
    attività di bar, ristoranti, centri estetici, parrucchieri e di cura della persona.
  • Nei prossimi giorni il governo interverrà per riprogrammare l’attività di riapertura degli stabilimenti balneari in modo da consentire una programmazione in vista della stagione estiva.
  • Per la Fase 3 occorrerà attendere una terapia risolutiva, ovvero un vaccino, in mancanza del quale è difficile fare una programmazione di così lungo raggio.

L’art. 8 reca ulteriori disposizioni specifiche per la disabilità. In particolare, le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all’interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, sociooccupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono riattivate secondo piani territoriali, adottati dalle Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.

Foto: http://www.comune.decimomannu.ca.it/comunicazione/notizie/notizia/EMERGENZA-COVID-19-COMUNICATO-SINDACA-FASE-2/

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Convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18

27 Aprile 2020


Segnaliamo le principali modifiche apportate all’art. 83 del “Cura Italia” in tema di giustizia civile, mediazione e rilascio procura.

Al comma 3 dell’art. 83, nell’elencazione dei procedimenti non soggetti a sospensione, sono state inserite le seguenti specifiche:

al punto a), nei procedimenti di competenza del Tribunale dei Minorenni, quando dal ritardo può derivare un grave pregiudizio e, in genere, procedimenti in cui è urgente e indifferibile la tutela di diritti fondamentali della persona; nei procedimenti di famiglia,  nei soli casi in cui vi sia pregiudizio per la tutela dei bisogni essenziali; sono poi stati inseriti anche i procedimenti elettorali;

al punto f)  « la previsione dello svolgimento delle udienze civili  che  non richiedono la presenza di soggetti  diversi  dai  difensori      dalle parti e dagli ausiliari del giudice, anche se finalizzate all’assunzione  di informazioni presso la pubblica amministrazione mediante collegamenti da  remoto,  individuati  e  regolati  con provvedimento  del  Direttore  generale  dei  sistemi  informativi  e automatizzati  del  Ministero   della   giustizia;

aggiunto al comma 7 il punto h-bis) lo svolgimento dell’attività degli ausiliari del giudice con collegamenti da remoto tali da salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti»;

inserito il 7-bis. “Salvo che il giudice disponga diversamente, per il periodo compreso tra il 16 aprile e il 31 maggio 2020, gli incontri tra genitori e figli in spazio neutro, ovvero alla presenza di operatori del servizio socio-assistenziale, disposti con provvedimento giudiziale, sono sostituiti con collegamenti da remoto che permettano la comunicazione audio e video tra il genitore, i figli e l’operatore specializzato, secondo le modalità individuate dal responsabile del servizio socio-assistenziale e comunicate al giudice procedente. Nel caso in cui non sia possibile assicurare il collegamento da remoto gli incontri sono sospesi »;

inserito punto  11-bis. che consente, nei procedimenti civili innanzi alla Corte di Cassazione, sino al 30 giugno 2020, il deposito degli atti e dei documenti in modalità telematica.  

E’ auspicabile che tale possibilità, alternativa di deposito, venga mantenuta anche successivamente.

Più interessanti, anche perché destinate a durare nel tempo, sono le modifiche ai procedimenti di mediazione.

E’ stato introdotto il  punto 20-bis. Nel periodo dal 9 marzo al 30 giugno 2020, gli incontri di mediazione in ogni caso possono svolgersi in via telematica con il preventivo consenso di tutte le parti coinvolte nel procedimento. Anche successivamente a tale periodo, gli incontri potranno essere svolti, con il preventivo consenso di tutte le parti coinvolte nel procedimento, in via telematica, mediante sistemi di videoconferenza. 

In caso di procedura telematica l’avvocato, che sottoscrive con firma digitale, può dichiarare autografa la sottoscrizione del proprio cliente collegato da remoto apposta in calce al verbale ed all’accordo di conciliazione. Il verbale relativo al procedimento di mediazione svoltosi in modalità telematica è sottoscritto dal mediatore e dagli avvocati delle parti con firma digitale ai fini dell’esecutività dell’accordo. 

E’ una possibilità che, da una parte  amplia la possibilità di partecipazione personale delle parti al procedimento di mediazione, vero tallone d’Achille dei procedimenti di mediazione, dall’altra sottolinea il ruolo essenziale dell’avvocato conferendogli un ulteriore strumento come quello di autenticare la firma del proprio cliente anche se lo stesso si trova in altra località.

Assolutamente innovativa la facoltà di autentica della procura ex art. 83cpc, sia pure allo stato limitata alla durata delle misure di contenimento del contagio da Covid – 19, che consente al  cliente  di  conferire  la procura alle liti e alla mediazione, sottoscrivendo la procura a lui trasmessa, fotografarla ed inviarla, anche telematicamente, persino  via WhatsApp insieme alla foto di un documento d’identità in corso di validità.

Il  punto 20 – ter consente, nei procedimenti civili, di sottoscrivere la procura alle liti apponendo la firma  su un documento analogico trasmesso al difensore, anche in copia informatica per immagine, unitamente a copia di un documento di identità in corso di validità, anche a mezzo di strumenti di comunicazione elettronica. 

In tal caso, l’avvocato certifica l’autografia mediante la sola apposizione della propria firma digitale sulla copia informatica della procura. 

La procura si considera apposta in calce, ai sensi dell’articolo 83 del codice di procedura civile, se è congiunta all’atto cui si riferisce mediante gli strumenti informatici individuati con decreto del Ministero della Giustizia

Fonte: https://www.cfnews.it/avvocatura/cura-italia-le-novit%C3%A0-in-tema-di-udienze-civili-mediazioni-e-rilascio-procura/

Foto: www.cassaforense.it

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Estensione permessi ex Legge n. 104/92 anche ai lavoratori disabili gravi (art. 24, Decreto legge “Cura Italia”, n. 18 del 2020)

10 Aprile 2020


Estensione Permessi L. n. 104/92

L’INPS ha diramato la circolare n. 45 del 25/03/2020 (par. 6), esplicativa circa l’applicazione delle norme di estensione dei permessi anche ai lavoratori con disabilità. È seguito anche il Messaggio INPS n. 1416 del 30/03/2020 (pag. 2).

L’INPS così corregge il tiro e rettifica la prima posizione negatoria nei confronti dei lavoratori disabili gravi (Messaggio INPS n. 1281 del 20/03/2020, ormai archiviato).

Ora l’Ente Previdenziale ha fornito una interpretazione estensiva dell’art. 24 del Decreto Legge “Cura Italia”, ricomprendendo nella platea dei beneficiari, sia il lavoratore che assiste un proprio familiare con disabilità grave, non ricoverato a tempo pieno, sia il lavoratore a cui è riconosciuta, a se stesso, la disabilità grave. Pertanto, per entrambe le categorie indicate, per i mesi di marzo e aprile 2020, sono complessivi 18 i giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa (3 giorni a marzo + 3 giorni ad aprile, + 12 giorni tra marzo e aprile), fruibili ai sensi e per gli effetti della Legge n. 104/92. Tali giorni sono anche frazionabili in ore, con le stesse modalità di calcolo di prima, e possono essere fruiti anche consecutivamente nello stesso mese.

In sintesi, possono usufruire dei permessi aggiuntivi:

  • genitori di figli con disabilità grave non ricoverati a tempo pieno;
  • coniuge, parenti e affini entro il 2° grado di persone con disabilità grave (oppure entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con disabilità grave abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti), non ricoverati a tempo pieno;
  • lavoratori con disabilità grave.

Vi riporto alcuni consigli pratici:

  1. gli effetti dell’art. 24 cit. non sono retroattivi. Infatti, non possono essere recuperati i giorni di permesso legge 104/92, in riferimento a passati periodi di assenza ad altro titolo (ad es. ferie). La retroattività è prevista solo per i congedi parentali, di cui al precedente art. 23 del Decreto legge “Cura Italia”. Nel caso in cui il lavoratore disabile grave, ovvero colui che presta assistenza a familiare disabile grave, intenda sostituire le giornate di ferie già godute con permessi legge 104/92, è bene sapere che tale modalità non rientra tra le procedure ufficiali (in altri termini, il cambio tra ferie godute e permessi legge 104/92 non può essere preteso dal lavoratore interessato nei confronti del datore di lavoro). Oltretutto, non è tecnicamente possibile laddove l’Ufficio del Personale abbia già elaborato i cedolini del mese ed inviato le denunce Uniemens all’INPS.
  2. I lavoratori già in cassa integrazione non possono beneficiare dei permessi legge 104/92; in caso di sospensione dell’attività lavorativa a zero ore non spetta alcun giorno di permesso retribuito, compresi quelli ex legge 104/92 (lo precisa l’INPS con Circolare n. 130 del 15/09/2017, al punto 2.4.4). Ciò, a meno che il lavoratore disabile, ovvero colui che presta assistenza al familiare disabile grave, non fosse già in permesso legge 104/92 prima dell’avvio della Cassa integrazione.
  3. I lavoratori del pubblico impiego, che per la presentazione della domanda di permessi legge 104/92 e relativa fruizione si interfacciano direttamente con la Amministrazione con cui lavorano (non c’è alcun adempimento personale diretto nei confronti dell’INPS), ai fini dell’estensione dei permessi legge 104/92 (ex art. 24 del Decreto legge “Cura Italia”) possono utilmente fare riferimento alla Circolare del Ministero del lavoro n. 3 del 24/03/2020.
  4. Se si ha diritto a 6 giorni di permesso al mese per due familiari, ora si avrà diritto, per i mesi di marzo e aprile 2020, a 36 giorni di permesso retribuito (6 giorni a marzo + 6 giorni aprile + 24 giorni da poter utilizzare fra marzo e aprile).
  5. In caso di rapporto di lavoro part-time, va distinta la modalità verticale, da quella orizzontale. Per il part-time verticale, i 12 giorni verranno riparametrati (Orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part time/orario medio settimanale teoricamente eseguibile a tempo pieno) X 12). Per il part-time orizzontale, non andrà effettuato alcun riproporzionamento.
  6. In favore dei genitori di figli con disabilità grave, nel periodo di sospensione dei servizi educativi e scolastici, è possibile cumulare il congedo parentale per emergenza COVID-19 retribuito al 50 per cento (artt. 23 e 25 del Decreto Legge n. 18/2020), o in alternativa il bonus per servizi di baby-sitting, con i giorni di permesso retribuito per Legge n. 104/92 e con il congedo straordinario biennale, di cui all’art. 42, comma 5, del Decreto legislativo 151/2001.
  7. Nota bene: se il lavoratore disabile grave usufruisce, per se stesso, dei permessi legge 104/92 “ad ore” (art. 33, comma 6), l’Interessato, per avvalersi dell’estensione ex art. 24 del Decreto legge n. 18/2020 (concepita dal Legislatore “a giorni”, art. 33, comma 3) dovrà necessariamente fare un passaggio autorizzativo con l’INPS se è un dipendente privato (con la propria Amministrazione, se è un dipendente pubblico), presentando una nuova domanda di permesso legge 104/92, con modalità “a giorni” (art. 33, comma 3). La decorrenza andrà indicata dal giorno successivo alla presentazione della nuova domanda. Sebbene alcune sedi INPS si siano dimostrate flessibili sul punto, si ritiene, secondo la formalità della prassi amministrativa, che tale passaggio di cambio modalità sia, in ogni caso, essenziale da parte del lavoratore disabile grave fruitore dei permessi ad ore, perché altrimenti potrebbe esporsi, nel futuro, a problemi in termini di copertura economica e contributiva degli ulteriori 12 giorni di permesso legge n. 104/92, qualora non riuscisse a dimostrare di essere stato previamente autorizzato dalla propria Sede INPS all’uso dei permessi legge 104/92 “a giorni” in vigenza della fruizione di tali permessi “ad ore” (art. 33, comma 6, legge 104/92) – l’art. 24 fa più volte riferimento al termine “ordinariamente previsto”. Una volta passata l’emergenza, sarà fatta salva, naturalmente, la facoltà per il lavoratore disabile grave di ripristinare la modalità oraria di permesso legge 104/92, sempre previa presentazione della relativa domanda nelle modalità consuete.

Per ulteriori informazioni e per richiedere i documenti citati (Circolare e Messaggi INPS, Circolare del Ministero del Lavoro), scrivete all’e-mail dello studio.

Vi invito anche a consultare il sito istituzionale http://www.uiciechi.it/covid/emergenza.asp

Foto: http://www.assistal.it/decreto-cura-italia-prime-indicazioni/

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